Parola d’ordine per il 2021: #semplificare

Anno nuovo, vita nuova: chi non ha fatto un elenco di buoni propositi? Quasi tutti. Ma quanti lo completeranno? Molto pochi. Per attuare le nostre migliori intenzioni dobbiamo prima rimuovere tutti gli ostacoli che ci hanno impedito finora di farlo.

“Il Natale quando arriva, arriva” e poi “l’Epifania tutte le feste porta via”. Di solito, a questo punto, segue un’articolata lista di buoni propositi per l’anno nuovo. Quest’ultima rientra infatti a pieno diritto tra le più diffuse tradizioni del periodo. Chi almeno una volta non ha fatto un elenco più o meno lungo di “farò”, “comincerò”, “smetterò”? Chi non ha mai stilato un programma per “dare una svolta alla propria vita” in 365 giorni?

L’immancabile elenco dei buoni propositi per l’anno nuovo

La parte più semplice – si fa per dire! – è mettere nella lista tutte quelle cose che ci piacerebbe iniziare oppure fare regolarmente. Tra le affermazioni più inflazionate “da Gennaio mi iscrivo in palestra”, “con l’anno nuovo mi metto a dieta”, “mi alzerò ogni mattina un’ora prima per fare ginnastica”, ecc. Ma non mancano anche “mi iscriverò a un corso di meditazione tibetana”, “imparerò a fare gli origami”, “voglio iniziare a parlare il mandarino” e molto altro.

Quando si ha di fronte un anno intero le possibilità ci sembrano infinite. È come se la mancanza di voglia e organizzazione che rendevano impossibile fare certe cose fossero rimaste nell’anno vecchio. Insieme a una nuova agenda ci sembra di avere anche un tempo sconfinato.

La nostra lista comprende poi di solito anche una serie di cattive abitudini che vorremo abbandonare: smettere di fumare, essere meno sedentari, mangiare meno cibo “spazzatura”, ecc. Qui, la partita si fa difficile perché, alla mancanza di tempo e organizzazione, subentra la mancanza di voglia.

Nessuna sorpresa se, come sembra, già a Carnevale più della metà di noi normalmente ha gettato la propria lista nel cestino.

Cosa ci impedisce di realizzare i nostri buoni propositi

L’arrivo di un nuovo anno da solo non basta a rimuovere gli ostacoli che non ci hanno permesso finora di iniziare e dedicarci con costanza a nuova attività oppure di rinunciare a una cattiva abitudine. Il tempo che non sia mai riusciti a trovare per il corso di pittura ad olio, non compare magicamente sulla nostra nuova agenda. Se, fino a un mese fa, non riuscivamo ad organizzare una partita di tennis a settimana, non basterà ora aver sfogliato l’ultima pagina del calendario.

Tanto vale, quindi, arrendersi subito? No. Possiamo cominciare con il mettere sotto la lente d’ingrandimento le nostre giornate. Persino le persone meglio organizzate sprecano ogni giorno ore preziose in attività ridondanti e distrazioni evitabili (basti solo pensare all’interferenza dei social e alle continue interruzioni date dalle notifiche). Paradossalmente, spesso lo spreco di tempo sono una conseguenza della pluralità e dalla ridondanza degli strumenti digitali che invece ci affidiamo per organizzare meglio le nostre giornate.

Un buon proposito diventa dunque  “semplificare“:  selezionare le cose da fare ogni giorno, ma anche scegliere pochi strumenti realmente utili per organizzarli.

E poi… trovare la voglia di cambiare

Si dice che due mesi possano bastare per acquisire stabilmente una nuova abitudine. Pochi tutto sommato. Eppure quei 60 giorni sono spesso lo scoglio più grande.

La parte difficile non è cominciare, ma continuare. Qui il miglior suggerimento è concentrarsi sul primo passo invece che sulla strada da percorrere. Invece di dire a “per i prossimi due mesi farò questo ogni giorno” proviamo con “solo domani mattina farò questo” e poi il giorno dopo “solo domani mattina farò questo” e così via. Focalizzandosi su un singolo obiettivo a breve termine, è più semplice mantenere l’impegno con costanza.

Perché fare un elenco di propositi resta una buona idea

L’elenco dei buoni propositi è sicuramente utile per farsi venire la voglia, per maturarla e renderla concreta. Uno studio condotto presso l’Università di Scranton (USA) suggerisce che il semplice proponimento di cambiare aumenta considerevolmente le probabilità che avvenga tale cambiamento. La scoperta dell’acqua calda in effetti. Resta che per cambiare davvero occorre una volontà chiara, esplicita, dichiarata anche se solo in una lista di buoni propositi per l’anno. Nel dubbio quindi forse vale almeno la pena provarci.

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